La giovane età media
dei componenti di questa piccola orchestra che viene dal Nord-Ovest
della Sardegna, costituisce il punto di partenza
imprescindibile per l'esame di un progetto ambizioso come quello
che questi sei giovanotti hanno messo su in poco meno di due anni:
misurarsi con un repertorio di canzoni originali, colorate come un
caleidoscopio e speziate come la casbah di Marrakech, con testi che
sembrano uscite
dalla penna del Conte più ispirato (o di un Capossela al decimo
Bourbon), eppure mai semplicemente derivative, dove tango, bossa, valse,
balkan, klezmer, tradizione sarda e rock convivono senza mai pestarsi
i piedi, con echi di colonne sonore di Spy-stories e musica colta di
varia estrazione.
Già… la passione per la musica classica, perché il
generoso Iubal, nel dispensare il genio della musica ai "ragazzotti" di
cui sopra, ne ha anche seguito la maturazione, completata sui banchi
del conservatorio ove tutti i "Figli" hanno passato anni
della loro giovinezza, distinguendosi poi nella pratica strumentale
e perfino
nell'insegnamento della stessa.
La bravura strumentale è parte essenziale della cifra stilistica
dei nostri.
L'altra è il senso dell'umorismo, la citazione nascosta come la
descrizione quasi giornalistica del comportamento e della reazione alla
routine del weekend in una città che per caso è Alghero,
ma potrebbe essere un "Porto dei Balocchi" qualsiasi, i fiati
quasi bandistici di "Giovedì Notte", l'effetto "low-fi" del
ritornello di "Milena", il jazzy da cappuccino de "L'ora
del risveglio".
Poi ciascuno ha le proprie passioni e i propri idoli: De André e
la Canzone d'Autore (notare il maiuscolo) italiana, Veloso, Bregovic,
l’Irlanda, tutte presenti ma sempre discrete senza mai evocare
il famoso "ah, questa sembra presa da…"
Un bel lavoro, di una band nuova, da seguire con attenzione e simpatia;
una band che già nasce adulta, un gruppo di persone vere e di
musicisti incredibili.
Figli di Iubal - Tracklist:
01 Canzone per Eva Luna, 02 Giovedì Notte, 03 Il
porto dei Balocchi,
04 Tango Notturno, 05 Autunno, 06 Narami
itte b'hada, 07 Pazzia, 08 Per
la via Centrale, 09 Milena, 10 Vecchi
in "Zilleri", 11 L'Ora
del Risveglio
FIGLI DI IUBAL -
biografia
I Figli di Iubal sono una formazione completamente
acustica che opera prevalentemente nell’ambito della musica popolare (con un particolare
interesse per quella dell’est Europa) e della canzone d’autore.
Ciò nonostante i suoi componenti provengono soprattutto dall’ambiente
della musica classica nel quale operano in qualità di insegnanti,
orchestrali e solisti.
Le prime esibizioni risalgono all’aprile del 2002, periodo nel
quale i "Figli di Iubal" (che ancora non
avevano questo nome ma erano soltanto la band del cantautore Carlo Doneddu) erano una formazione
composta solamente da pianoforte, flauto traverso, contrabbasso, chitarra
e voce.
Nell’ottobre 2002, con l’aggiunta di violini, fisarmonica
e percussioni, l’ensamble raggiunge la sua forma definitiva e
partecipa ad Alghero alla prima edizione del concorso dedicato a Ivan
Graziani, dove si aggiudica il primo premio e prenotano di diritto la
loro partecipazione al seguente Festival, dedicato alla memoria dell’autore
di “Pigro” (che dà il nome al Festival).
Dopo il successo conseguito ad Alghero , nuovo riconoscimento all’interno
di un altro concorso, in questo caso dedicato alla figura di Fabrizio
De André (il premio "Faber" si svolge a Sassari ed è patrocinato
da Dori Ghezzi e Cristiano De André), dove i Figli di
Iubal ripetono
l’exploit con un brano in sardo ("Narami Itte b'Hada").
Nel
marzo 2003 a coronamento dei più recenti successi, il gruppo
intraprende una tournèe in Brasile.
La loro miscela di umori tzigani e balcanici, uniti all’amore per
la canzone d’autore di qualità, creano un’ amalgama
tra le più interessanti e divertenti del nuovo panorama musicale
italiano.
Il primo album dei Figli di Iubal intitolato semplicemente Figli
di Iubal vedrà la luce ad aprile 2004 per l’etichetta Sciopero
Records.
Carlo Doneddu - voce, chitarra
Giovanni Becciu - pianoforte
Federica Pinna - flauto
Peppino Anfossi - violino
Paolo Laconi - contrabbasso
Giancarlo Murranca - percussioni
Altre notizie e immagini al link:
www.figlidiiubal.it
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