JEAN FABRY
Rotoballe

Sciopero Records / Mescal / Sony
Breve bio:
 
In principio era Jean Fabry *, il pittoresco chansonnier della bassa Romagna.
Alla sua scomparsa, un gruppo di ammiratori ne ha preso in prestito il nome realizzando una personale miscela composta da folk, pop, rock, “elettronica da baraccone” e profondi testi, senza alcun senso: il cosiddetto "punk mentale". 
Il progetto viaggia ormai da diversi anni, durante i quali il gruppo si è esibito qua e là attraverso le sue varie incarnazioni.

Formazione:
 
Antonio Baruzzi: voce, chitarra
Marlowe (Davide Bassi): colori, cori e rumori
Andrea Giuliani: batteria, organetto, drum machine
Paolo Pappi: tastiera, synth
Gian Luca Ravaglia: contrabbasso

con la partecipazione straordinaria di:
 
Claudio Molinari: chitarra
 
Progetti e live:
 
Nel 2003 Jean Fabry ha ideato il "1° raduno universale di raschiatori di barili" e ha realizzato lo spettacolo "ZAVAGLIO GENERALE" (la parola "zavaglio" deriva dal dialettale "zavaj" e significa "delirio, confusione").
Durante i concerti, quando le condizioni ambientali lo consentono, viene effettuata la proiezione di alcuni video (o diapositive) sul significato dei quali nemmeno gli stessi autori si trovano d'accordo.
 
Modi e poesia:
 
Nelle canzoncine di Jean Fabry vengono affrontati (?) gli argomenti più disparati, tra i quali la botanica ("I pappi dei pioppi"), l'agricoltura ("Rotoballe"), il commercio ("Lamento del venditore di libri"), la sfiducia nel progresso ("Ma mi sa di no"), la sfera sentimentale ("C.d.A."), ecc.
 
" Rotoballe", l’EP:
 
Autunno 2004 esce per la Sciopero Records l’EP  "Rotoballe", contenente sei brani.
Il cd è stato realizzato tra Ravenna ed Acqui Terme (registrato, mixato e masterizzato da: Fabio Martino - Casa Bollente, Acqui Terme AL e Gianluca Lo Presti, Emilio Albertoni - Lotostudio, Filetto RA). 
Il mini-cd si avvale della partecipazione di Andrea Cavalieri (contrabbasso nel brano n.4) e Fabio Martino (tastiera nel brano n.2) degli Yo Yo Mundi.
Altre notizie e immagini al link:

www.jeanfabry.net

Ufficio stampa:L’impazienza.          
Marika Amoretti   339.8851950
 
marika.impazienza@libero.it
 

* JEAN FABRY - TRA I PAPPI DEI PIOPPI E IL PUNK MENTALE.

Come e dove comincia l'avventura di questo gruppo che ha scelto di chiamarsi Jean Fabry? Intanto, bisogna tenere presente che un Jean Fabry in carne ed ossa è esistito veramente: si trattava di un pittoresco chansonnier da osteria della bassa Romagna, scomparso a metà degli anni '90. Prima della sua dipartita entrò brevemente in contatto con alcuni dei protagonisti della nostra storia, trasmettendo ad essi tutto il suo folle entusiasmo e cambiando le loro vite per sempre. Stiamo parlando del 1994, la zona è la provincia di Ravenna (Russi, Lugo, Fusignano) e i primi personaggi ad entrare in scena sono Antonio Baruzzi (ex-fumettista e nevrotico compositore di canzoncine surreali per voce, chitarra e basi elettroniche naif), Paolo Pappi (bassista e tastierista "new wave" con una insana passione per le automobili) e Davide Bassi detto Marlowe (ex-investigatore privato la cui vita quotidiana è da considerarsi una vera e propria opera d'arte). Questi tre per qualche tempo se ne andarono in giro con i loro strumenti da quattro soldi, suonando dove capitava e senza ben sapere che direzione prendere. Nacquero gruppi estemporanei come I PAPPI DEI PIOPPI, AMERICA TELEVISION LOVE, I LOCALI DI OSLO e i più consistenti AMICI DI BUTTALO. Le cose cambiarono con l'ingresso di Andrea Giuliani (batterista, suonatore di organetto diatonico, scrittore e teatrante del sottosuolo). Il quartetto adottò la denominazione Jean Fabry e cominciò timidamente a delinearsi un progetto artistico di una certa (seppur minima) fondatezza. I palcoscenici furono da subito quelli delle rassegne e dei concorsi di provincia, veri e propri carnai nei quali tutt'al più emergeva l'aspetto "originale" della proposta. Nel 1999 un paio di demo "fatti in casa" attirarono l'attenzione di Rockerilla originando due belle recensioni:
 
" ...una congerie di canzoncine surreali, sostenute da un uso naif del campionatore, da un organetto diatonico, ocarina, armonica, oltre ai più "normali" strumenti rock. Si arriva così ad una sorta di pop ibrido e futuribile, mescolato con una elettronica deviata e da rigattiere, in bilico tra nonsense e scorci intimisti. Una collezione ludica e malinconica..."
John Vignola, Rockerilla
 
" ...sempre più straniti e indirizzati verso una poesia della sottrazione, con intrusioni di apparecchiature bizzarre e di timbriche imperdibili..."
John Vignola, Rockerilla 
 
Nel 2000 entrò a far parte della formazione Gian Luca Ravaglia (contrabbassista di belle speranze ed esploratore di ogni genere musicale) e i Jean Fabry trovarono (senza cercarlo) il loro stile: il PUNK MENTALE. Un altro demo fruttò una acuta recensione pubblicata da Rockit:
 
  "...immaginate un parco giochi in cui Elvis Presley si azzuffa con Stephen Malkmus e con un De Gregori strafatto, producendo un rumoroso e barcollante girotondo di indie rock, folk, pop e cantilena popolare che nulla abbia a che fare con i tre artisti menzionati...
...giri di chitarra buoni per i film di Tarantino, ritmica scarna che singhiozza, basso nervoso, organetto da fiera paesana, coretti sbarazzini e strani rumori a disturbare qua e là...
...da rimarcare la curiosa vena poetica delle liriche, che strapazzano le parole, mescolando tristezza, ironia, presa in giro, risate isteriche e senso di depressione..."
  Stefano 'Acty' Rocco, Rockit

A questo punto fu risucchiato nell'orbita del gruppo Claudio Molinari (musicista folk-beat di provata esperienza e lucida follia) e i Jean Fabry entrarono in una fase fertile e confusa che vide alternarsi varie combinazioni a livello di formazione e la nascita della costola MONDOSORDO, ben recensita sempre da Rockit:
 
" ...canzoncine sgangherate con titoli lontani dalla logica che hanno nel codice genetico il minimalismo sognante di Jonathan Richman ma che richiamano alla memoria anche i Quintorigo, con meno virtuosismi, e le prime visioni di Gaber, quelle non ancora infettate da una società ingombrante..."
Carolina Capria, Rockit
 
Nel 2003 sono stati ideati dai Jean Fabry due eventi mirati a "complicare" la consueta forma-concerto: il " Raduno universale di raschiatori di barili" e "ZAVAGLIO GENERALE" (la parola "zavaglio" deriva dal dialettale "zavaj" e significa "delirio, confusione").
Nel 2004 la formazione si ricompatta e viene pubblicato dalla Sciopero Records il mini-cd "Rotoballe". Nelle sei canzoncine che lo compongono (un piccolo resoconto di dieci anni di attività) vengono affrontati gli argomenti più disparati: la botanica ("I pappi dei pioppi"), l'agricoltura ("Rotoballe"), il commercio ("Lamento del venditore di libri"), la sfiducia nel progresso ("Ma mi sa di no"), la sfera sentimentale ("C.d.A.") e la musica "alternativa" ("Punk mentale").
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